Programmi e non chiacchiere

21.02.2014 17:12

“Programmi e non chiacchiere”

Le “primarie delle idee” intendono fornire contributi per il programma del centrosinistra alle prossime elezioni amministrative. Nel dibattito del gruppo di lavoro creato a tal fine dagli “amici livornesi di Fabrizio Barca”, è emerso che il primo di tali contributi riguarda proprio il modo in cui si fa un programma. La vecchia maniera è quella di una sommatoria di tutto e di più, di buoni propositi vaghi e generici, condita di proclami di principi e valori generali, altisonanti, ma irrilevanti dal punto di vista dei contenuti concreti, che invece dovrebbero essere l’unico argomento di un programma amministrativo. Quanti programmi, anche in passato, sono stati fatti così e sono rimasti, inevitabilmente, inattuati, nei cassetti ! Inoltre, ad appesantire il carico negativo dei programmi elettorali gonfi di promesse, c’è il dato di fatto che le variabili economiche e finanziarie, quelle normative e istituzionali e quelle politiche subiscono sempre più, ed in particolare nella presente fase storica ed economica del nostro paese, l’effetto dell’imprevedibilità e del veloce cambiamento. Un programma dovrebbe valere per cinque anni, ma chi sa dire che cosa sarà la finanza pubblica tra cinque mesi? Dunque, si rischia, per fare un esempio, di celebrare un interminabile referendum sulla localizzazione del nuovo Ospedale, ma mentre la discussione va avanti, tra sordi, da alcuni anni, sono, nel frattempo, cambiate le macro coordinate: oggi l’intera sanità pubblica e a rischio di un lento, ma progressivo smantellamento, altro che nuovo Ospedale! Allora che si dovrebbe fare? Eliminare i programmi? Meglio nessun programma di un programma per finta, se è per quello, ci libererebbe almeno dal tormentone infantile e controproducente della “Livorno che vorrei”,  e tutti la vorrebbero bella, pulita, con tutti che lavorano, vanno a scuola in begli edifici e con moderni laboratori, con molti parchi verdi, servizi pubblici efficienti e moderni, liberata dal degrado di aree urbane abbandonate, senza traffico, con molti parcheggi, teatri, cinema, mare pulito e il sole tutti i giorni, grazie, ma nessuno sa come ottenere questa bella Livorno dei nostri sogni Però un’alternativa tra programmi come inutili sogni e nessun programma c’è. E’ quella di impegnarsi in un metodo, fatto di proposte e partecipazione. Chi si candida dovrebbe elaborare solo pochi progetti concreti, lasciando perdere i proclami. Progetti utili all’occupazione, al rilancio e alla rinascita della città, sotto il profilo   economico, sociale, civile e culturale, che definiscano il “come” raggiungere un traguardo. Dovrebbero essere progetti di cui sono verificabili (e modificabili in corsa) i percorsi e le tappe. La verificabilità è la condizione della vera partecipazione dei cittadini. Spesso si intende la partecipazione come generico ascolto (cosa utile). Non sono la stessa cosa, la moderna partecipazione vuol dire concorrere, con idee, aggiornamenti, suggerimenti, contributi, volontariato, impegno, a raggiungere obiettivi utili al bene comune. Quindi, per concludere, un programma moderno è fatto di cultura del “bene comune”, di metodo pragmatico, di progetti verificabili, di partecipazione. A questo punto, per rendere più chiaro il concetto, può servire un esempio. Ho scelto, a questo scopo, un tema che reputo importante per le grandi potenzialità inesplorate che possiede, ma che è considerato marginale dal corrente dibattito politico: quello dello sport. Nella proposta che segue, redatta sommariamente proprio in forma di “progetto”, sta una, tra le altre, delle possibili chiavi di rilancio della città. Un progetto da costruire e soprattutto da realizzare insieme alla città, alle associazioni sportive, ai giovani. E’ solo un esempio. A voi il giudizio.  

Claudio Frontera   21/02/2014

PROGETTO “LIVORNO CITTA’ DELLO SPORT E “ACCADEMIA DELLO SPORT”

 Le Premesse:

  • Livorno ha importanti e radicate tradizioni sportive in quasi tutte le discipline, nello sport professionistico, dilettantistico e popolare. Vanta un primato di grande rilievo: è la città italiana con il  maggior numero di medaglie sportive, conquistate nelle gare olimpiche, nei campionati mondiali, internazionali e nazionali.
  • Le potenzialità sociali, culturali, ma anche economiche, derivanti da tali dati di fatto e da tale vocazione, vengono del tutto sottovalutate dalla classe dirigente livornese (politica, amministrativa, imprenditoriale), benché il mondo sportivo, con generosità, ma anche con umiltà, le abbia sovente evidenziate.

Il Progetto:

  • Livorno avrebbe i titoli per ambire al ruolo di “Città dello Sport”. Concretamente ciò vuol dire elaborare dettagliatamente, con il concorso del Coni livornese e toscano e delle Federazioni e Associazioni Sportive Livornesi, un progetto i cui assi portanti sono:
  • La creazione di un’Accademia dello Sport, dove concentrare attività di Alta Formazione dello Sport: tecnica, management, medicina sportiva, giornalismo, assistenza tecnico-sanitaria. Livorno avrebbe le strutture e gli impianti idonei (basta riprendere il vecchio progetto comunale, abbandonato, della Cittadella dello sport, peraltro privo di connotati innovativi e di proiezione nazionale, modificandolo e adeguandolo alle caratteristiche del presente progetto). Le convenienze ambientali, geografiche, logistiche sono le stesse che hanno portato, oltre un secolo fa, alla localizzazione, in città, della prestigiosa Accademia Navale, vanto e bandiera di Livorno nel mondo. Il Progetto, da costruire per fasi, nel tempo, richiede la collaborazione della Regione Toscana e degli Enti Nazionali (Coni).
  • A Livorno si potrebbe localizzare un Grande Evento Sportivo ogni anno: campionati, meetings.

Risorse: Comunitarie, statali, regionali, comunali.

Soggetti Interessati: Società e Associazioni Sportive, famiglie, Scuole

Benefici:

  • Occupazione qualificata
  • Sviluppo Turistico
  • Sviluppo di un indotto specializzato (artigianale, informativo, industriale).
  • Miglioramento della coesione sociale (dato il contenuto educativo e culturale proprio di ogni attività sportiva).

Timing: Fase I: elaborare il progetto e associarlo a possibili fonti di finanziamento.

                Fase II: individuare le strutture fisiche nelle quali insediare le attività;

                Fase III: coinvolgere Associazioni e soggetti del settore per individuare eventi e iniziative che possano agire da traino e da impulso per la realizzazione del progetto;

                Fase IV: costruire, in un percorso partecipativo, i modelli gestionali e sviluppare, con i soggetti interessati, progetti collaterali di carattere turistico, formativo,  economico