SE LE PRIMARIE FANNO “FLOP”.
Alle primarie per la scelta del candidato sindaco della coalizione di centrosinistra svoltesi ieri, hanno partecipato, secondo i dati ufficiali forniti dagli organizzatori, circa 4.300 livornesi.
La prima valutazione di questo risultato va fatta con riferimento all’elettorato potenziale: dato che le primarie erano aperte a tutti, l’elettorato potenziale era quello degli elettori livornesi, circa 120.000, ampliato dall’allargamento, voluto dagli organizzatori delle primarie, a sedicenni ed extracomunitari. Anche rapportandoci alla media degli elettori che partecipano effettivamente alle elezioni amministrative, esclusi gli astenuti, abbiamo una base di circa 90-100.000 elettori, di cui i partecipanti alle primarie del candidato dello schieramento, sulla carta favorito e, quindi, probabile futuro Sindaco di Livorno, sono circa il 4% dell’elettorato. Se ci riferiamo alle ultime amministrative, sempre al netto di sedicenni e extracomunitari, i partecipanti alle primarie di ieri sono circa il 5% del totale degli elettori livornesi.
Rapportiamo ora il dato della partecipazione alle primarie al peso elettorale del centrosinistra livornese, che, nel 2009, ottenne oltre 41.000 voti (raggiunse il 51% perché gli astenuti furono più numerosi che in precedenza). Il centrosinistra ha raggiunto il suo massimo nel 1999 con 61.000 voti, ma rimanendo al dato più recente, e sempre lasciando da parte sedicenni ed extracomunitari, possiamo dire che solo un elettore su dieci del bacino elettorale del centrosinistra ha mostrato interesse per le primarie. Nove su dieci elettori già di centrosinistra sono rimasti a casa. Solo quattro mesi fa, alle primarie per la scelta del segretario del PD (vinte anche a Livorno da Matteo Renzi), votarono in 13.000, ovvero tre volte più di ieri, eppure la scelta del sindaco dovrebbe essere più importante: non ripete sempre la sinistra che il Comune è “l’istituzione più vicina ai cittadini”? Può darsi, ma i cittadini non hanno dato grande credito a queste primarie. Alle primarie del gennaio 2013 per la scelta dei candidati parlamentari, votarono più di tremila. Considerato che la “campagna elettorale” di quelle primarie fu brevissima, senza paginoni sul Tirreno, come successo invece per diversi giorni questa volta, e senza tavole rotonde di presentazione pubblica, e considerando, soprattutto, il fatto che quelle per il Parlamento non furono di coalizione, ma solo del PD, colpisce che il numero dei votanti sia stato quasi identico a quello dei voti raccolti questa volta da Ruggeri, 3.300-3.400.
Nel Pd si piange un giorno si e l’altro pure sul distacco dei cittadini dalla politica, sul rischio del populismo, sulla deriva dell’antipolitica, ma oggi si brinda e si festeggia perché “…ora non si può più dire che il candidato Sindaco è stato scelto dalla segreteria del partito”. No, è stato scelto da un elettore di centro sinistra su dieci, da cinque elettori livornesi su cento! Contenti così? Forse si, perché l’importante, al di là di tutto, sembra ormai solo vincere e se a maggio andassero a votare i soliti tre-quattromila fedelissimi sempre e comunque delle direttive del Partito, e tutti gli altri livornesi se ne stessero a casa, stanchi di riti inutili, sai che feste e fuochi d’artificio: il candidato del PD infatti risulterebbe eletto col 100% ! lo definirebbero un risultato storico. E del resto non avrebbero torto, sono già riusciti a portare la partecipazione politica a Livorno, una delle città più democratiche d’Italia già dal Risorgimento, al suo minimo storico e non hanno ancora finito il lavoro!
1° PS: Da non dimenticare che in nessuna altra città, grande o piccola, il dato di partecipazione alle primarie per le amministrative ha registrato dati così sconfortanti: senza andare lontano, alle primarie a Castagneto hanno votato tremila elettori su seimila e a Piombino oltre tremila rispetto ai poco più di quattromila di Livorno (ma la popolazione residente a Piombino è circa un quarto di quella di Livorno). Nella sfiducia diffusa verso la politica, Livorno è indubbiamente in pole position.
2° PS: Qualcuno, soprattutto in SEL, si chiede il perché di questo risultato. Se interessa, si suggerisce di rileggere quanto già scritto a proposito della inutilità delle “false primarie” di coalizione sul blog “Dettagli” del Tirreno e sul blog “La traversata-Amici livornesi di Fabrizio Barca”. Riflessioni molto semplici e neanche troppo originali, ma ostinatamente ignorate.
3°PS: L’epicentro del cedimento di partecipazione sta, con tutta evidenza, nell’elettorato del PD: in base ai risultati delle ultime elezioni amministrative, il PD poteva contare su un 90% dell’elettorato di centro-sinistra, mentre la somma SEL+IDV+PSI raccoglieva circa il 10%. Ieri Ruggeri (unico candidato PD) ha ottenuto il 76%, mentre la somma degli altri tre candidati (Idà, Morelli, Romano), ha totalizzato il 24%. Non sono i candidati degli alleati del PD ad avere tenuto basso il dato della partecipazione, quindi.
Claudio Frontera